EURIDICE STREAM

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DI GIORGIO VIALI

CASTING IN CORSO

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EURIDICE STREAM

PROGETTO IBRIDO (CINEMA, FOTOGRAFIA, SOCIAL MEDIA)

DA UN'IDEA DI GIORGIO VIALI

DRAMMA MITOLOGICO URBANO

UN PROLOGO, QUATTRO CAPITOLI E UN EPILOGO

VERSIONE FEMMINILE DI "ORFEO ED EURIDICE"

PROGETTO ZERO BUDGET

Recensione di "Euridice Stream" di Giorgio Viali (2025)

In un panorama cinematografico affollato, "Euridice Stream" emerge come una gemma audace e provocatoria del regista indipendente Giorgio Viali. Questo film, che combina elementi di noir ed esplorazioni eroticamente cariche, rappresenta una riflessione penetrante e inquietante sulla natura della connessione umana nell'era digitale. Con uno stile narrativo che fluttua tra il reale e il surreale, Viali ci guida attraverso un'esperienza visiva e emotiva che sfida le nostre percezioni di amore, perdita e identità.

La figura centrale del film è Euridice, interpretata con una notevole intensità da un'attrice il cui talento innato supera ogni carenza tecnica. La sua performance è un viaggio affascinante attraverso la vulnerabilità e la determinazione: Euridice diventa un simbolo di resilienza, la cui bellezza è intrisa sia di fragilità che di forza. Viali, con il suo occhio attento per i dettagli, riesce a catturare l'essenza di un personaggio che vive in un mondo che sembra aver smarrito il significato autentico delle relazioni.

Il film si sviluppa attorno alla storia di Euridice e Orfeo, un incontro che si tramuta presto in un tormentato viaggio di amore e autodistruzione. Le dinamiche della loro relazione sono cimentate in un contesto metacinematografico dove si avverte l’ombra di una produzione cinematografica che rimane, in parte, in sviluppo. Questo stratagemma narrativo non solo riflette l'assurdità dell'industria audiovisiva, ma amplifica anche il senso di una realtà frammentaria e inquietante. Attraverso le interazioni tra i personaggi e le loro performance, Viali esplora le relazioni nell'era contemporanea, dove la superficialità spesso maschera la disperazione interiore.

La narrazione segue Euridice nel suo disperato tentativo di rintracciare Orfeo dopo la sua improvvisa scomparsa. La ricerca si trasforma in un viaggio labirintico che la porta a confrontarsi con un ambiente deteriorato e allucinato, governato da figure enigmatiche come Persefone, la cui figura rappresenta il potere, ma anche il sacrificio, della bellezza nel mondo contemporaneo. Qui, Viali non si limita a raccontare una storia di amore perduto, ma offre uno spaccato allarmante di come la nostra dipendenza dalla tecnologia e dalla valida approvazione altrui possa distorcere la nostra umanità.

Le scelte visive di Viali sono straordinarie. La scenografia, intrisa di simbolismi e riferimenti socioculturali, invita lo spettatore a un'esperienza immersiva. Ogni inquadratura è attentamente composta, ogni movimento della camera studiato per infondere un senso di urgenza ed ansia. La colonna sonora, in perfetta sinergia con le immagini, amplifica la tensione e la confusione emotiva, creando un'atmosfera di continua inquietudine.

Euridice Stream non offre risposte facili, ma piuttosto invita lo spettatore a riflettere su temi complessi come l'amore, la possessione, l'identità e l'inadeguatezza. Man mano che la trama si dipana, ci rendiamo conto che, sebbene ci sia un desiderio ardente di redenzione e riconciliazione, il mondo che circonda i protagonisti è segnato da illusioni e disillusioni. La spirale discendente di Orfeo, intrappolato in una rete di dipendenze sociali e personali, rispecchia una condizione umana universale, invitando a una riflessione profonda sulla fragilità delle relazioni moderne.

In conclusione, "Euridice Stream" è un'opera che riesce a mescolare narrazione e stile in modo magistrale, lasciando il pubblico con più domande che risposte. Con la sua visione audace e la sua capacità di stimolare conversazioni significative, Giorgio Viali riconferma la sua posizione come voce unica nel panorama cinematografico contemporaneo. Un film che, pur richiedendo impegno e attenzione, si rivela un'esperienza emozionante e duratura, meritevole di essere vista e discussa nel contesto più ampio della cultura odierna.

TRAMA

La trama di "Euridice Stream" si sviluppa attorno a Euridice e Orfeo, il cui incontro iniziale appare come il preludio a una dolce storia d'amore, ma ben presto si trasforma in una saga di dolore e disillusione. Euridice vive nella speranza e nell’amore, mentre Orfeo, sedotto dalla frenesia e dalle tentazioni di un nuovo mondo, piomba in una spirale autodistruttiva.

Dopo la sua scomparsa, Euridice inizia una ricerca disperata per riunirsi a lui, solo per scoprire la verità sconcertante sulle sue scelte e il suo nuovo stile di vita. La figura di Aristea, una sex performer, diventa il catalizzatore del suo declino, suggerendo una critica alle interazioni superficiali che predominano nei rapporti dell'era digitale. In questo contesto, l'agenzia di Persefone agisce come simbolo di un potere trasversale e corruttivo, sottolineando la mercificazione di corpi e relazioni.

La tensione culmina quando, dopo mesi di sacrificio, Euridice ottiene l'opportunità di rivedere Orfeo, solo per trovarlo irriconoscibile e distante. Le loro strade, un tempo intrecciate, si separano nuovamente, rappresentando la triste verità di un amore che, una volta puro, è ora deteriorato dalle circostanze. "Euridice Stream" così, non solo narra una storia, ma invita a esplorare in modo profondo le dinamiche del nostro tempo, lasciando un'impronta indelebile nella mente degli spettatori.


Il 6 giugno 2016, il mondo della moda e del cinema ha assistito a un connubio straordinario grazie alla visione innovativa della regista Gia Coppola, che ha portato sullo schermo un reinterpretazione del mito di Orfeo ed Euridice. Realizzata in collaborazione con Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, la pellicola si è distinta non solo per la sua narrativa, ma anche per la sua estetica coinvolgente e contemporanea, ambientata nelle vibranti strade di New York.

Il cortometraggio si presenta come un ibrido tra film di moda e narrazione cinematografica, riflettendo la complessità e la ricchezza della storia originale. La scelta delle location, tra cui l'East Village e una villa panoramica sul fiume Hudson, crea un quadro suggestivo che incarna lo spirito urbano e cosmopolita della Grande Mela. La regista ha sapientemente selezionato questi ambienti per dare vita non solo a una storia d’amore, ma anche a una sorta di viaggio visivo attraverso un mondo drammatico e onirico, dove le emozioni dei personaggi si intrecciano con la frenesia della metropoli.

Rimanendo fedele all’essenza del mito greco, Coppola racconta la storia di Orfeo e della sua amata Euridice con un’intensità che cattura l'attenzione dello spettatore. La narrazione prende vita attraverso l’interpretazione di Lou Doillon nei panni di Euridice, il cui stile e le cui scelte di abbigliamento diventano simboli delle sue emozioni e della sua vulnerabilità. Il vestito da sposa creato appositamente per la scena del matrimonio evoca la speranza e la gioia, mentre il luminoso abito che indossa negli Inferi riflette il dramma e la disperazione della sua situazione. Questo opportuno uso della moda mette in risalto non solo la bellezza esteriore, ma anche la profondità dell'animo umano, un elemento centrale nel mito di Orfeo.

Un aspetto affascinante di questo cortometraggio è l'assenza di dialoghi, scelta che amplifica il potere delle immagini e dei suoni. Coppola riesce a trasmettere una gamma di emozioni attraverso l'espressività dei volti e dei gesti dei personaggi, arricchendo la narrazione con una colonna sonora che accompagna e sottolinea i momenti salienti della storia. Questa decisione di abbandonare le parole a favore di un linguaggio visivo puro e conturbante dimostra la maestria della regista nell'arte della narrazione cinematografica.

In questo contesto, il lavoro dell’estetista Arianne Phillips si rivela fondamentale. I costumi non solo definiscono l’identità dei personaggi, ma fungono anche da catalizzatori emozionali. La selezione dei colori e dei materiali non è casuale: il rosso, simbolo di passione e tentazione, si intreccia con altre tonalità evocative per costruire un tessuto narrativo ricco e polisemico. Questi dettagli sartoriali, opportunamente abbinati all’estetica visiva di Michele, rendono ogni inquadratura un vero e proprio quadro d’arte.

Il parco centrale di New York, scelto come sfondo, diventa un simbolo del contrasto tra la vita quotidiana e il dramma della storia. Coppola sfrutta le diverse sfaccettature della metropoli per riflettere le emozioni dei protagonisti: il parco rappresenta un luogo di bellezza e serenità, mentre il bar sotterraneo incarna il buio e la disperazione del viaggio negli Inferi. Questo contrasto visivo non solo arricchisce la narrazione, ma invita anche lo spettatore a riflettere sul mondo moderno e sulle sue sfide.

In conclusione, il cortometraggio di Gia Coppola non è semplicemente una rivisitazione di un mito classico, ma rappresenta un affascinante incrocio tra la tradizione e la modernità. Attraverso una sinergia perfetta tra moda, arte e narrazione, il progetto riesce a parlare di temi universali come l’amore e la perdita in un linguaggio contemporaneo. La capacità di Coppola di trasformare un'antica leggenda in un'opera d'arte visivamente impattante e emotivamente risonante dimostra che le storie classiche possono essere rielaborate in modi innovativi, capaci di affascinare e coinvolgere il pubblico odierno. Questo cortometraggio, oltre a fungere da tributo alla moda e alla cultura contemporanea, risuona con la profonda bellezza delle emozioni umane, trasformandosi in un’esperienza cinematografica memorabile.


The Opera! Arie per un'eclissi: Un'Innovativa Rivisitazione del Mito di Orfeo

Presentato alla XIX edizione della Festa del Cinema di Roma, "The Opera! Arie per un'eclissi" segna l'attesissimo esordio cinematografico di Davide Livermore e Paolo Gep Cucco. Questo film audace, che mescola sapientemente teatro e musica, offre una rivisitazione moderna del mito di Orfeo, trasportando il pubblico in un viaggio surreale e contemporaneo, dove il classico incontra il quotidiano.

Una Trama Avvincente

La storia ruota attorno a Orfeo, interpretato dal tenore Giuseppe Valentino Buzza, e alla sua amata Euridice, portata sullo schermo dalla soprano Mariam Battistelli. In una narrazione emozionante, Euridice affronta un destino tragico all'interno di un supermercato, mentre Orfeo, intrappolato in un taxi guidato dal disincantato Caronte, impersonato da Vincent Cassel, si avventura nell’Ade moderno: un hotel di lusso ricco di comfort ma permeato da una profonda tragedia.

Un'Accattivante Colonna Sonora

La colonna sonora di "The Opera!" combina arie liriche classiche di Verdi e Puccini con musiche originali di Mario Conte, creando un'atmosfera intensa e immersiva. La regia audace e la fotografia vibrante, che rimandano agli spot pubblicitari di alta moda, arricchiscono ulteriormente l'esperienza, mettendo in risalto costumi che sembrano uscire direttamente dalle passerelle.

Un Amore Sottile tra Mitologia e Quotidianità

In questa reinterpretazione, il mito antico si mescola con elementi di vita contemporanea e il dolore di un amore spezzato. Orfeo si trasforma in Alfredo, un uomo comune che lotta disperatamente per riportare la sua amata dal limbo del coma. Le citazioni dall'opera e dalla letteratura, come i passaggi dalle "Metamorfosi" di Ovidio, rendono la trama complessa e affascinante.

Un Cast Stellare

"The Opera! – Arie per un’eclissi" vanta un cast d'eccezione, comprendente nomi illustri come Vincent Cassel, Fanny Ardant e Caterina Murino, che affiancano i protagonisti Valentino Buzza e Mariam Battistelli. Livermore e Cucco definiscono il loro progetto come "la storia di tutte le storie", un racconto che esplora amore e destino in un modo che sfida le convenzioni artistiche.

Un Mondo Fantasmagorico

La regia del film amalgama pop, moda e mitologia, dando vita a un universo onirico e multicolore. La narrazione si muove tra riferimenti storici e contemporanei, mescolando le arti liriche con la cultura popolare e presentando un Caronte narratore che accompagna il pubblico in questo viaggio metafisico. Le influenze visive spaziano da De Chirico a Dolce e Gabbana, creando un paesaggio denso di significato e bellezza.

Una Celebrazione dell'Amore

"The Opera! – Arie per un’eclissi" si presenta come un'esperienza cinematografica imperdibile, capace di coinvolgere ed emozionare. Con il suo approccio innovativo e un cast di talento, il film si propone di essere una celebrazione dell'amore e della creatività, rendendo omaggio a un mito che continua a risuonare nelle storie e nelle vite di oggi.

SINOSSI

La narrazione si apre in un giorno che avrebbe dovuto essere di festa: un colpo di pistola interrompe drammaticamente il sogno di Orfeo e Euridice, nel giorno delle loro nozze. La coppia affronta un destino crudele quando l'anima di Euridice viene rapita e condotta negli inferi. Determinato a ritrovare la sua amata, Orfeo intraprende un viaggio attraverso luoghi onirici e surreali, da una Parigi semi-sommersa a un hotel di lusso, attraversando scogliere e teatri abbandonati.

Lungo il cammino, i protagonisti daranno vita a celebri arie liriche, creando un affascinante intreccio musicale che spazia da Puccini a Händel, da Verdi a Gluck, Bellini, Ravel e Vivaldi, fino a includere i Frankie Goes to Hollywood. Questo straordinario universo sonoro è caratterizzato da una fusione di orchestre acustiche e sound design elettronici, proponendo al pubblico un’esperienza unica.

L'ultimo e più insidioso ostacolo che Orfeo dovrà affrontare per riportare Euridice tra i vivi sarà l’esecuzione dell’aria che racchiude l’essenza della prova d’amore, un momento culminante che metterà alla prova la forza del loro legame e la potenza della musica.


Il mito di Orfeo ed Euridice ha ispirato molte opere nel corso della storia, e le trasposizioni cinematografiche di questo racconto classico negli ultimi anni hanno rivelato approcci diversi, ma tutti affascinanti. Concentrandosi sui lavori di Gia Coppola (2016), "The Opera! Arie per un’eclissi" e "Euridice Stream" di Giorgio Viali, si può osservare una progressione interessante nel modo in cui il mito è trattato, da una rilettura pop contemporanea a una profonda esplorazione delle complessità sociali e personali.

Gia Coppola e la Modernità del Mito

Il cortometraggio di Gia Coppola, realizzato nel 2016, offre una visione moderna e intrigante del mito di Orfeo ed Euridice, reinterpretato attraverso l'obiettivo della moda e della cultura contemporanea. Ambientato nelle strade vivaci di New York, il corto mescola simbolismo classico e elementi di un contesto urbano che emana freschezza e vitalità. La regista riesce a trasmettere il dramma della perdita attraverso una narrazione visiva potente, riducendo il dialogo a una rappresentazione puramente espressiva: i costumi curati da Arianne Phillips riflettono una sofisticata poesia visiva, incorporando toni e textures che esprimono umore e tematiche del mito.

La bellezza del lavoro di Coppola sta nella sua capacità di fondere il linguaggio del film di moda con la narrazione tragica, rendendo il mito di Orfeo ed Euridice non solo accessibile, ma anche estremamente divertente e attraente per il pubblico contemporaneo. Tuttavia, questa rilettura, sebbene innovativa, sembra rimanere più vicina all’intrattenimento, piuttosto che a una riflessione profonda sulle dinamiche di amore e perdita.

The Opera! Arie per un’Eclissi: Fusione di Linguaggi e Stili

In contrapposizione, "The Opera! Arie per un’eclissi", presentato da Davide Livermore e Paolo Gep Cucco, propone un ibrido tra opera e cinema, portando il mito di Orfeo ed Euridice in una dimensione surreale e contemporanea. Con una colonna sonora che mescola arie liriche a una musica originale, il film riesce a catturare la complessità emotiva della storia attraverso una narrazione visiva densa di riferimenti culturali e artistici.

Tuttavia, anche se l’opera esplora in modo fantasioso il tema dell’amore e della perdita, continua a condividere con il lavoro di Coppola una superficialità nell’analisi dei traumi e delle cicatrici lasciate dalla perdita. I costumi di alta moda, creati da Dolce&Gabbana, e la regia vibrante richiamano l’attenzione su una estetica di grande impatto visivo, ma rischiano di trasformare il mito in un’opportunità di intrattenimento che, sebbene affascinante, può apparire distaccata dalle sue radici più profonde.

Euridice Stream: Una Riflessione Profonda e Contemporanea

Dall'altra parte dello spettro troviamo "Euridice Stream" di Giorgio Viali. Questo film indipendente si discosta dalle precedenti interpretazioni e si immerge in una narrativa distopica che porta il mito nel contesto contemporaneo di una società schiacciata dal consumismo e dalla superficialità. Qui, Euridice non è solo un personaggio passivo, ma una protagonista forte e resiliente. La sua lotta per recuperare Orfeo, ora intrappolato in un oscuro mondo di dipendenza e sfruttamento, riflette un profondo studio delle relazioni umane nell’era digitale.

Viali usa il mito come uno strumento critico per esplorare traumi sociali e personali, rendendo la sua narrazione non solo un’esperienza visiva, ma anche una meditazione articolata sulle interazioni umane e sul significato dell’amore in contesti complessi. La scelta di rimanere in una dimensione più oscura e inquietante permette al pubblico di confrontarsi con le vulnerabilità e le fragilità dei personaggi, portando a una riflessione più profonda sulle conseguenze delle relazioni moderne.

Considerazioni Finali

Mentre il lavoro di Coppola e "The Opera!" di Livermore sono senza dubbio opere artistiche di grande bellezza, sembrano perdere di vista l’opportunità di analizzare e riflettere su tematiche cruciali. In questo senso, il mito di Orfeo ed Euridice perde la sua forza come bisturi per dissezionare traumi e complessità umane. La visione di Viali, invece, riporta alla luce la potenza del mito come strumento di esplorazione psicologica e sociale, permettendo una riflessione significativa e necessaria su temi contemporanei.

In conclusione, mentre la moda e l’estetica attraggono il pubblico nei lavori di Coppola e Livermore, è attraverso l’arte indipendente di Viali che il mito di Orfeo ed Euridice diventa una lente attraverso cui esaminare le profonde intersezioni tra amore, perdita e trauma in un mondo in continua evoluzione.


Tre Volti di Orfeo ed Euridice: Dall'Eleganza Gucci alla Distopia Digitale

Il mito di Orfeo ed Euridice, archetipo di amore, perdita e redenzione, continua a ispirare riletture cinematografiche che ne riflettono le molteplici sfaccettature. Tre opere in particolare, distanti tra loro per stile, budget e messaggio, offrono prospettive interessanti su come questo mito antico possa dialogare con la contemporaneità: il cortometraggio di Gia Coppola del 2016, il film-opera "The Opera! Arie per un'eclissi" e l'opera indipendente "Euridice Stream" di Giorgio Viali.

Gia Coppola: Un Mito in Bianco e Nero (e Gucci)

Il cortometraggio di Gia Coppola, girato a New York con la direzione creativa di Alessandro Michele per Gucci, rappresenta un'interpretazione elegante e silenziosa del mito. L'ambientazione urbana, con i suoi contrasti di luce e ombra, si fonde perfettamente con la narrazione. Coppola opta per una versione essenziale e visivamente potente, concentrandosi sulla gestualità degli attori e sulla suggestiva fotografia. L'assenza di dialoghi, compensata dall'intensità delle espressioni e dalla musica, rende la storia ancora più universale e toccante. I costumi di Arianne Phillips, con i loro riferimenti a Gucci, diventano parte integrante della narrazione, trasformando il cortometraggio in una raffinata esperienza estetica. Questa versione, più che un'analisi critica, è un'evocazione stilistica del mito, una celebrazione della bellezza e del dolore, in cui la moda diventa un linguaggio visivo altrettanto potente delle immagini. Il mito è un pretesto per una riflessione sull'estetica, un'esplorazione di un linguaggio visivo che parla al pubblico contemporaneo.

The Opera!: Ibridazione di Mito, Moda e Opera

"The Opera! Arie per un'eclissi" rappresenta un approccio completamente diverso. Questo film-opera ibrida diversi linguaggi artistici: l'opera lirica, il cinema, la moda (con i costumi di Dolce & Gabbana), e persino il pop. La scelta di ambientare la storia in un contesto contemporaneo, con riferimenti a luoghi e situazioni facilmente riconoscibili, rende il mito accessibile a un pubblico più ampio. Tuttavia, la ricchezza di elementi stilistici, se da un lato crea un'esperienza visiva e sonora affascinante e ricca, dall'altro rischia di disperdere il potenziale drammatico della storia. La fusione tra arie liriche classiche e musica contemporanea, pur essendo interessante, a volte risulta incongrua. L'ibridazione, seppur ambiziosa, sembra prevalere sulla profondità tematica. Anche qui il mito diventa un'occasione per un'elaborazione estetica più che un pretesto per un'analisi critica della condizione umana. L'amore e la perdita sono presenti, ma sono filtrati attraverso una lente eccessivamente spettacolare, che ne appiattisce la complessità emotiva.

Euridice Stream: Un'Utopia Distopica al Femminile

"Euridice Stream" di Giorgio Viali, rappresenta una radicalmente differente interpretazione del mito. Questa versione indipendente, ambientata in un presente distopico e cupo, sposta il focus su Euridice, trasformandola da vittima passiva in protagonista attiva. La precarietà della produzione si riflette nella scelta stilistica: immagini grezze, una narrazione frammentata, un ritmo serrato che rispecchia la frenesia e la superficialità della società contemporanea. Attraverso la metacinematografica, Viali critica l'industria cinematografica stessa, rappresentando il vuoto emotivo e la mercificazione del corpo. In "Euridice Stream", il mito serve da lente di ingrandimento per affrontare temi sociali e personali attuali: la dipendenza, la mercificazione del corpo, l'alienazione, la disillusione amorosa. L'amore di Euridice per Orfeo diventa un simbolo di un legame compromesso dalle forze distruttive della società moderna, dalla precarietà delle relazioni.

Il Mito come Bisturi: Un'Opportunità Perduta?

Il mito di Orfeo ed Euridice possiede un potenziale drammatico enorme, una capacità di esplorare le profondità della psiche umana e le contraddizioni sociali. Mentre "Euridice Stream" sfrutta questo potenziale, le altre due opere sembrano sfruttare il mito come un semplice pretesto per una narrazione estetica. "The Opera!" e il cortometraggio di Coppola si perdono in un'ibridazione stilistica che, pur essendo visivamente affascinante, non riesce a scavare a fondo nel nucleo emotivo e tematico del mito.

Il mito, in definitiva, dovrebbe essere un bisturi tagliente, capace di dissezionare le nostre ferite e i nostri abissi. La versione di Viali sembra consapevole di questo potere, mentre le altre due sembrano preferire la superficie all'analisi profonda, trasformando un potente strumento di riflessione in un semplice elemento decorativo.


EURIDICE STREAM

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PROGETTO ZERO BUDGET

CELESTE MALFATTA

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CELESTE MALFATTA

Autore: GIORGIO VIALI

Data: 12 Dicembre 2024

CELESTE MALFATTA è un PERSONAGGIO COLLETTIVO

CELESTE MALFATTA è un PROFILO COLLETTIVO

Da un'idea di Giorgio Viali.

WWW.CELESTEMALFATTA.LINK


CELESTE MALFATTA è un BRAND di un PERSONAGGIO COLLETTIVO.

CELESTE MALFATTA si erge come un SIMBOLO di un nuovo modo di concepire la nostra esistenza collettiva, abbracciando l'idea che l'individualità, in tutte le sue forme, non possa che condurre al degrado e alla separazione. In un mondo dove l'egoismo e l'individualismo prevalgono, Celeste Malfatta rappresenta un appello a riunirci sotto un'unica bandiera, quella della condivisione.

Noi, come collettivo, siamo un mosaico di esperienze, sogni e aspirazioni, uniti dalla convinzione che il progresso si realizzi solo attraverso la cooperazione. Ogni nostra azione, ogni nostra parola, è un passo verso una società più giusta, dove ognuno di noi contribuisce a un bene comune. La nostra voce si fa forte nei social media, dove possiamo amplificare i nostri ideali e costruire una comunità globale di pensatori e attivisti.

Celeste Malfatta non è solo un nome, ma una forma di espressione che celebra la ricchezza della diversità, riconoscendo che ogni individuo ha un ruolo cruciale nella tessitura del nostro futuro. Insieme, possiamo sognare un mondo dove le differenze siano valorizzate, e non temute; dove la libertà di ogni membro del collettivo si traduca in opportunità per tutti.

Noi siamo il futuro, una forza collettiva pronta a sfidare le ingiustizie e a promuovere un cambiamento tangibile. Insieme, viviamo, amiamo, scriviamo, agiamo e sogniamo. Celeste Malfatta ci invita a superare i confini dell’individualismo per abbracciare un'esistenza condivisa, in cui ognuno di noi possa essere parte di qualcosa di più grande.

Perché, in fondo, siamo tutti legati da un'unica aspirazione: quella di costruire un domani migliore, dove la comunità è al centro e il progresso è il nostro obiettivo comune. Uniamoci, quindi, sotto il nome di Celeste Malfatta, per dare vita a un movimento che non conosce confini e che si nutre della nostra collettività.

SEI CELESTE? O SEI MALFATTA?

Se sei qui vuol dire che sei stata scelta.

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TRAMA

Euridice, una giovane donna, incontra Orfeo, un personal trainer con un fisico apollineo. Orfeo lavora in una palestra in una città metropolitana. I due si innamorano e decidono di vivere insieme.

Qualche mese dopo, Orfeo si imbatte in Aristea, una giovane sex performer che si esibisce su varie piattaforme online, e comincia a collaborare con lei. Questo incontro segna l'inizio di una spirale discendente per Orfeo. Orfeo diventa dipendente da droghe, alcol e pornografia. Orfeo abbandona all'improvviso Euridice. Senza dirle niente.

Euridice ignara di cosa sia successo inizia a cercarlo. Chiede ai suoi amici e alle persone vicine se hanno notizie di Orfeo, ma nessuno sembra saperne nulla. Casualmente un amico di Euridice vede Orfeo online in una performance. In questa particolare esibizione, Aristea maltratta e umilia ripetutamente Orfeo. L'amico lo comunica subito ad Euridice.

Euridice scopre che sia Aristea che Orfeo lavorano per un'agenzia di sex performers gestita da una donna che si fa chiamare Persefone. Euridice riesce a tracciare l'indirizzo di Persefone e si reca da lei.

Persefone accoglie Euridice in un bar di un hotel. Euridice con il cuore pieno di amore per Orfeo chiede di poter rivedere il suo amato. Persefone acconsente a far incontrare Euridice e Orfeo, ma in cambio Euridice deve lavorare come sex performer per lei per sei mesi. Euridice accetta l'offerta e inizia a esibirsi online, da sola o con vari partner.

Dopo i sei mesi, ad Euridice viene finalmente concessa l'opportunità di rivedere Orfeo in una sessione live. Cerca di farlo tornare in sé, abbracciandolo, baciandolo. Orfeo è visibilmente cambiato, consumato. Non riconosce più Euridice e dimostra di non voler avere nulla a che fare con lei.

TITOLO: "EURIDICE STREAM"

UN'IDEA DI GIORGIO VIALI

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CASTING EURIDICE STREAM

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PROGETTO IBRIDO (CINEMA, FOTOGRAFIA, SOCIAL MEDIA)

DA UN'IDEA DI GIORGIO VIALI

CASTING:

FIGURE CERCATE:

EURIDICE: ATTRICE (20-28 anni)

PERSEFONE: ATTRICE (30-35 anni)

ARISTEA: ATTRICE (20-28 anni) - Preferibilmente con tatuaggi

ORFEO: ATTORE (24-28 anni) con fisico da atleta o personal trainer

Non è previsto compenso per la partecipazione al progetto.

CONTATTI: GIORGIOVIALI@GMAIL.COM

INSTAGRAM: GIORGIOVIALI

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WWW.EURIDICE.STREAM

PROGETTO IBRIDO (CINEMA, FOTOGRAFIA, SOCIAL MEDIA)

DA UN'IDEA DI GIORGIO VIALI

GIORGIO VIALI

AUTORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER

INDIPENDENTE PRECARIO - VICENZA

SANCTA IMAGO

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SANCTA IMAGO

REGIA E SCENEGGIATURA DI GIORGIO VIALI

"SANCTA IMAGO" - FILM - 2011 - SCENEGGIATURA E REGIA DI GIORGIO VIALI

"SANCTA IMAGO" - FILM - 2011 - SCENEGGIATURA E REGIA DI GIORGIO VIALI

Corpo, Immagine, Sguardo, Fede. Un progetto visivo in cui s'immagina una Religione delle Immagini. Sancta Imago - Sottotitolo: Preghiere per l'Immagine. Sovrapposizioni di immagini. Monologhi. Immagini su immagini. Un video sperimentale.

Con: Irene Cao, Valentina Cornalba, Roberta Ventimiglia, Ilaria Calza, Alessia Alciati.

È un'operazione di sovrapposizione. Immagini su immagini. Parole su parole. Idee su idee.

L'immagine oggi è tutto. L'immagine oggi è la verità. L'immagine oggi è una religione. Un credo, una fede cieca, un'assoluta ascesi.

Un'attrice, una modella, una videomaker si riconoscono nella fede per l' Immagine. Credono nell' Immagine. Vivono per l' Immagine. Vivono per Immagini. Vivono nell' Immagine. Sovrappongono le loro immagini. Le loro vite. Le loro parole. Le loro paure. E in questa operazione di sovrapposizione cercano di raccontarsi. In questa operazione di fiducia reciproca e di fede cercano una modalita' di convivenza e/o di conversione nelle loro singole vite

SCHEDA TECNICA del Film: "SANCTA IMAGO"

Titolo: Sancta Imago

Anno di produzione: 2011

Genere: Video Sperimentale

Regia: Giorgio Viali

Sceneggiatura: Giorgio Viali

Lingua: Italiano

SINOSSI

"Sancta Imago" è un'opera visiva che esplora il concetto di una "Religione delle Immagini", interrogandosi sul potere e sull'influenza che le immagini hanno nella vita contemporanea. Attraverso sovrapposizioni di immagini, monologhi e una ricca tessitura di parole, il film si propone di esaminare i temi del corpo, dell'immagine, e della fede, in un contesto dove l'immagine diventa una sorta di credo religioso.

CAST

Irene Cao

Valentina Cornalba

Roberta Ventimiglia

Ilaria Calza

Alessia Alciati

TEMATICHE

Corpo e Immagine: L'interfaccia tra il corpo umano e la rappresentazione visiva. Sguardo e Fede: L'idea che la fede nell'immagine possa sostituire la religione tradizionale. Sovrapposizioni: L'arte della sintesi tra parole, immagini e esperienze personali, raccontando storie di vita attraverso una dimensione estetica e sperimentale. Motivazioni e Approccio: Il film denuncia la predominanza delle immagini nella società contemporanea, dove l'immagine è percepita come una verità assoluta. Le protagoniste, un’attrice, una modella e una videomaker, esplorano la loro relazione con le immagini, rivelando una fede cieca e una ascesi verso una realtà costruita attraverso la percezione visiva. In una danza di sovrapposizioni, il video diventa un'operazione di fiducia e di ricerca di significato, un percorso di convivenza e/o conversione nelle loro esistenze.

NOTE

"Sancta Imago" invita lo spettatore a riflettere sul ruolo della visione nella nostra vita quotidiana, sulla costruzione dell'identità attraverso le immagini e sulla ricerca di una connessione autentica in un mondo saturo di stimoli visivi.

Conclusione: "Sancta Imago" si presenta come un audace esperimento visivo che sfida la tradizionale narrazione cinematografica, proponendo una riflessione profonda e contemporanea sui nostri legami con le immagini, la fede e l'identità.

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ELENCO OPERE:

"FINZIONI URBANE" - Regia e Sceneggiatura (2018) - Film

"VENEZIA72" - Regia e Sceneggiatura (2015) - Video Sperimentale

"DOCUMENTARIO ELEZIONI 2014" - Regia e Riprese (2014) - Documentario

"VENEZIA71" - Regia e Sceneggiatura (2014) - Film

"MANTOVA FILM" - Regia e Sceneggiatura (2013) - Film

"VISIO ABSOLUTA" - Regia e Sceneggiatura (2012) - Video

"MISS ANTIGONE" - Regia e Sceneggiatura (2012) - Video Sperimentale

"SANCTA IMAGO" - Regia e Sceneggiatura (2011) - Mediometraggio

"CANTO DI UNA SINGLE" - Regia e Sceneggiatura (2010) - Mediometraggio

"SISTEMI COSMETICI" - Regia e Sceneggiatura (2009) - Mediometraggio

"BIBIONE FILM" - Regia e Sceneggiatura (2009) - Mediometraggio

"BASIC FILM" - Regia e Sceneggiatura (2008) - Mediometraggio

"BICROMATICA" - Regia e Sceneggiatura (2007) - Video E Ricerca Storica

"INSIDE CUTS" - Regia e Sceneggiatura (2006) - Video Frammenti

"INVOLONTARIA ANNUNCIAZIONE" - Regia e Sceneggiatura (2006) - Cortometraggio

"A SPOTLESS FOOTAGE" - Regia e Sceneggiatura (2006) - Cortometraggio

"BEPI BERTAGNOLI" - Regia e Sceneggiatura (2005) - Documentario

"ARRENDERSI AI SOGNI" - Regia e Sceneggiatura (2005) - Cortometraggio

"COME DUE PARALLELE" - Regia e Sceneggiatura (2004) - Mediometraggio

GIORGIO VIALI

AUTORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER, SCENEGGIATORE

INDIPENDENTE PRECARIO

Il cinema di Giorgio Viali, regista e sceneggiatore contemporaneo, si presenta come un'affascinante riflessione filosofica sull'ontologia dell'immagine e sul suo significato visivo, trascendendo la mera rappresentazione per esplorare le più profonde implicazioni esistenziali dell'esperienza umana. Attraverso un'analisi delle sue opere principali, emerge un costante dialogo tra corpo, immagine, fede e identità, invitando lo spettatore a interrogarsi sulla propria relazione con le immagini e sul loro potere trasformativo.

Ontologia dell'Immagine

Il concetto di ontologia, spesso studiato in ambito filosofico, si riferisce all'essenza dell'essere e delle cose. Nel contesto di "Sancta Imago", Viali propone un'epistemologia visiva che sfida le nozioni tradizionali di verità e realtà. Le immagini non sono semplici rappresentazioni della realtà, ma veri e propri credo, strumenti di costruzione della nostra identità. Attraverso le sovrapposizioni di immagini e parole, il film diviene un palinsesto di esperienze, testimonianze e interrogativi sulla religione delle immagini: un mondo in cui l'immagine diventa (parafrasando Paul Virilio) una verità assoluta, un dogma da cui risulta difficile sottrarsi.

Corpo e Immagine

Il corpo, in Viali, non è solo un soggetto da rappresentare, ma il luogo in cui l'immagine si articola e si confronta con l'esperienza individuale. In "Canto di una Single", la protagonista si appropria di uno spazio urbano per dar vita alle proprie riflessioni, evidenziando la tensione tra l'intimità del vissuto e la collettività. Questa interazione tra corpo e spazio pubblico solleva interrogativi relativi alla nostra esistenza contemporanea. Viali ci invita a considerare quanto le nostre storie personali siano intrinsecamente connesse a spazi che, pur essendo anonimi, diventano portatori di significato attraverso il nostro racconto.

Sovrapposizioni e Narrazione

Le sovrapposizioni, una tecnica distintiva delle opere di Viali, fungono da veicolo per la complessità dell'esperienza umana. In "Come Due Parallele", l'autore esplora le vite di due donne parallele, intrecciando elementi documentaristici che amplificano il contesto in cui queste storie si sviluppano. Qui, la narrazione visiva si configura come un atto poetico, in cui la solitudine diventa non solo una condizione esistenziale, ma un momento di profonda risonanza interiore. Il film ribalta l'idea che la solitudine sia una mera assenza, trasformandola in uno spazio di contemplazione e connessione profonda.

L'Atto del Vedere

Un tema centrale delle opere di Viali è il concetto di sguardo e la sua complessità. In "Basic Film", il regista si scontra con le dinamiche del vedere e dell’essere visti, ridefinendo il ruolo della macchina da presa come un attore attivo nel dialogo interiore dei personaggi. La camera diviene un’entità che scruta, ma allo stesso tempo crea intimità, forzando una riflessione sul nostro stesso desiderio di essere osservati e sul modo in cui la vulnerabilità possa emergere da tale esposizione.

Conclusioni: Immagini come Fede

L'opera di Giorgio Viali non è solo un invito a riflettere sull'immagine e il suo significato ontologico, ma si configura anche come un atto di fede: nella forza evocativa delle immagini, nell'importanza della narrazione personale e nella ricerca di autentiche connessioni umane in un mondo saturo di stimoli visivi. Ogni film diventa un mosaico di esperienze, un'ode alla complessità della condizione umana, e allo stesso tempo una denuncia della superficialità dell'era contemporanea. Attraverso il suo lavoro, Viali ci esorta a ripensare il nostro rapporto con le immagini e a riconoscere in esse la potenza di una visione che trascende il visibile, per accedere a quel mondo interiore che ci unisce tutti in un'unica grande narrazione.

CANTO DI UNA SINGLE

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"CANTO DI UNA SINGLE" - FILM - 2010

SCENEGGIATURA E REGIA DI GIORGIO VIALI

Una Single e una Rotatoria. Innovazione visiva. Essenzialita'. Sovrapposizioni di Immagini. Monologhi. Immagini su Immagini. Con: Arianna Moro Il raccontarsi di una donna che "occupa" uno spazio pubblico anonimo. Una rotatoria. Per rendere quello spazio un luogo di racconto, di parole, di gesti e di azioni. Per consacrare quello spazio. Dargli una dignita'. Creare al suo interno una storia. Procurargli una memoria visiva, agendo e muovendosi in quello stesso spazio. Un "Canto" d'amore per la propria terra. Un "Canto" dove la solitudine ha una valenza profetica. E dove la parola e le parole devono essere dette e non trattenute. Dove il vivere ridiventa pubblico.

SCHEDA TECNICA del Film "CANTO DI UNA SINGLE"

Titolo: Canto di una Single

Anno di uscita: 2010

Genere: Drammatico

Regia: Giorgio Viali

Sceneggiatura: Giorgio Viali

Interprete principale: Arianna Moro

SINOSSI

"Canto di una Single" è un'opera audiovisiva che esplora la vita e l'esperienza di una donna in uno spazio pubblico, una rotatoria, attraverso un viaggio intimo e profondo. La protagonista si appropria di questo luogo affinchè diventi una tela per raccontare le sue storie, i suoi pensieri e le sue emozioni. Utilizzando sovrapposizioni di immagini e monologhi, il film crea un'interazione tra il privato e il pubblico, sottolineando come la solitudine possa assumere significati più ampi e profetici.

TEMATICHE

Solo e pubblico: Il film indaga il confine sottile tra l'esperienza individuale e la dimensione collettiva. Spazio e racconto: La rotatoria diventa un simbolo di un luogo di narrazione, enfatizzando l'importanza di dare dignità e memoria a spazi altrimenti considerati anonimi. Canto d'amore: Un'ode alla propria terra e alla bellezza delle parole, per celebrare l'importanza di condividere le proprie emozioni e storie. Solitudine come profezia: Riflessione sull’ego e sull'esistenza, dove le esperienze condivise rivelano una profondità di significato. Stile Visivo: Innovazione visiva ed essenzialità: Reportage stilistico che utilizza tecniche visive innovative per presentare il racconto in modo essenziale. Sovrapposizioni di immagini: Creazione di una narrazione visiva complessa che riflette la molteplicità di pensieri e sentimenti. Monologhi: Utilizzo di monologhi evocativi per far emergere il dialogo interiore della protagonista. Messaggio: Il film invita a riflettere sull'importanza della comunicazione e dell'espressione, esortando a non trattenere le parole ma a condividerle, trasformando spazi pubblici in luoghi di storie e interazioni significative.

NOTE

"Canto di una Single" è un film che sfida le convenzioni narrative tradizionali, proponendo una visione contemporanea e poetica della solitudine e della connessione umana. Con una forte impronta artistica, il lavoro di Giorgio Viali si distingue per la sua capacità di mescolare l'intimo e il pubblico, interrogando lo spettatore sulla propria esperienza esistenziale.

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ELENCO OPERE:

"FINZIONI URBANE" - Regia e Sceneggiatura (2018) - Film

"VENEZIA72" - Regia e Sceneggiatura (2015) - Video Sperimentale

"DOCUMENTARIO ELEZIONI 2014" - Regia e Riprese (2014) - Documentario

"VENEZIA71" - Regia e Sceneggiatura (2014) - Film

"MANTOVA FILM" - Regia e Sceneggiatura (2013) - Film

"VISIO ABSOLUTA" - Regia e Sceneggiatura (2012) - Video

"MISS ANTIGONE" - Regia e Sceneggiatura (2012) - Video Sperimentale

"SANCTA IMAGO" - Regia e Sceneggiatura (2011) - Mediometraggio

"CANTO DI UNA SINGLE" - Regia e Sceneggiatura (2010) - Mediometraggio

"SISTEMI COSMETICI" - Regia e Sceneggiatura (2009) - Mediometraggio

"BIBIONE FILM" - Regia e Sceneggiatura (2009) - Mediometraggio

"BASIC FILM" - Regia e Sceneggiatura (2008) - Mediometraggio

"BICROMATICA" - Regia e Sceneggiatura (2007) - Video E Ricerca Storica

"INSIDE CUTS" - Regia e Sceneggiatura (2006) - Video Frammenti

"INVOLONTARIA ANNUNCIAZIONE" - Regia e Sceneggiatura (2006) - Cortometraggio

"A SPOTLESS FOOTAGE" - Regia e Sceneggiatura (2006) - Cortometraggio

"BEPI BERTAGNOLI" - Regia e Sceneggiatura (2005) - Documentario

"ARRENDERSI AI SOGNI" - Regia e Sceneggiatura (2005) - Cortometraggio

"COME DUE PARALLELE" - Regia e Sceneggiatura (2004) - Mediometraggio

GIORGIO VIALI

AUTORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER, SCENEGGIATORE

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INVOLONTARIA ANNUNCIAZIONE

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TITOLO: INVOLONTARIA ANNUNCIAZIONE

ANNO: 2006

SCENEGGIATURA E REGIA DI GIORGIO VIALI

IMMAGINE DI COPERTINA

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GIORGIO VIALI

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Ritratto artistico di Giorgio Viali

Giorgio Viali emerge nella scena del cinema contemporaneo italiano come un regista e sceneggiatore audace, capace di sfidare le convenzioni narrative attraverso un linguaggio visivo innovativo e un approccio sperimentale alle tematiche della solitudine, dell'identità e della relazione tra corpo e immagine. La sua filmografia, che abbraccia diversi generi, mette in luce un'artista profondamente riflessivo, le cui opere invitano a un'esplorazione critica del significato delle immagini nella società attuale.

"Sancta Imago" (2011)

Con "Sancta Imago," Viali affronta il complesso tema della "Religione delle Immagini," ponendo l'accento sul potere comunicativo e persuasivo delle immagini nella vita moderna. La scelta del video sperimentale non solo riflette la fluidità dei confini tra arte, fede e percezione, ma indica anche una profonda introspezione sulle dinamiche della società contemporanea. Di fronte a un mondo saturo di stimoli visivi, Viali utilizza sovrapposizioni di immagini e monologhi evocativi per narrare le esperienze delle sue protagoniste, donne dedicate alla loro ricerca individuale di significato. Il film provoca una riflessione sulla fede nell'immagine, suggerendo che in un'epoca di continua visibilità, la vera ricerca spirituale possa risiedere nell'autenticità delle esperienze vissute.

"Canto di una Single" (2010)

In "Canto di una Single," Viali esplora la solitudine e il modo in cui le esperienze personali possono essere condivise e comprese in contesti pubblici. La rotatoria diventa simbolo di un'interazione continua tra il privato e il pubblico, cogliendo l'essenza della ricerca di connessione in un mondo che spesso sembra disconnetterci gli uni dagli altri. Attraverso l'uso di sovrapposizioni e monologhi introspective, il film trasmette un messaggio potente riguardante l'importanza della comunicazione e della narrazione, esortando gli spettatori a trasformare gli spazi anonimi in luoghi di significato profondo. La sua abilità di mescolare il personale e il collettivo fa emergere un'immagine poetica di una donna che trova la sua voce in un mondo che tende a oscurarla.

"Come Due Parallele" (2004)

In questa opera, Viali adotta un formato drammatico e documentaristico per seguire le esistenze di due donne le cui vite scorrono in parallelo, mai destinate a incrociarsi. Attraverso un ritratto intimo, il film indaga le somiglianze e le differenze tra le due protagoniste, offrendo uno sguardo unico sulla solitudine e sull'interconnessione. La scelta di includere elementi documentaristici e immagini d’epoca arricchisce la narrativa, permettendo agli spettatori di esplorare il contesto delle vite raccontate. Viali gioca con il concetto di distanza emotiva, permettendo a ciascun momento quotidiano di risaltare con una vibrazione di significato.

"Basic Film" (2008)

"Basic Film" rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’esplorazione del tema dello sguardo e della visione, proponendo otto monologhi che svelano le complessità della relazione tra il soggetto e l'osservatore. Qui, la camera diventa un'interrogante attiva, sollevando questioni di vulnerabilità e intimità. Viali sfrutta il primo piano come strumento di introspezione, accentuando il non detto e invitando lo spettatore a confrontarsi con le proprie esperienze di esposizione e connessione umana. Attraverso il suo stile essenziale e diretto, il regista riesce a mettere in luce la fine linea tra osservare e essere osservati.

Conclusione

L'opera di Giorgio Viali si distingue per la sua forte impronta artistica e per l'approccio innovativo ai temi dell'esistenza umana. Ogni suo film è un invito a riflettere profondamente sulle relazioni interpersonali, sull'importanza della comunicazione e sul rapporto con l'immagine. Viali riesce a fondere il privato e il pubblico in un dialogo ricco e complesso, dimostrando che nel cinema – come nella vita – le storie più profonde emergono dalle esperienze condivise e dalle immagini che scegliamo di narrare. Con una sensibilità unica e una considerazione attenta per la condizione umana, Giorgio Viali si posiziona come una delle voci più interessanti e provocatorie del panorama cinematografico contemporaneo.

COME DUE PARALLELE

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COME DUE PARALLELE - 2004

SCENEGGIATURA E REGIA DI: GIORGIO VIALI

"COME DUE PARALLELE" - FILM - 2004 -

SCENEGGIATURA E REGIA DI GIORGIO VIALI"COME DUE PARALLELE" - FILM - 2004

SCENEGGIATURA E REGIA DI GIORGIO VIALI

Come Due Parallele - 2004 - Durata: 23 minuti - Regia di: Giorgio Viali

Due donne. Le loro vite parallele. Le seguiamo in alcuni momenti della loro vita quotidiana. Sono diverse. Come due parallele le loro vite si svolgono l'una accanto all'altra senza mai incontrarsi. All'interno un innesto documentaristico. Una ricerca storica e immagini d'epoca.

INTERPRETI - ATTORI:

Antonella Maccà

Paola Iseppi

Nicola Brugnolo

Lucia Bicego

Andrea Lazzari

Fabio Dalla Valle

Marco Marcheluzzo

Andrea Bulgarelli

SCHEDA TECNICA del Film: "Come Due Parallele"

Titolo: Come Due Parallele

Anno di Uscita: 2004

Durata: 23 minuti

Genere: Drammatico / Documentaristico

Regia: Giorgio Viali

Sceneggiatura: Giorgio Viali

TRAMA

"Come Due Parallele" segue la vita di due donne le cui esistenze si snodano in parallelo, mai destinate a incontrarsi. Il film offre uno sguardo intimo sui momenti quotidiani di entrambe, evidenziando le loro differenze e similitudini all'interno di una narrazione visiva e coinvolgente. L'opera integra anche elementi documentaristici, con una ricerca storica e l’inserimento di immagini d'epoca, arricchendo la comprensione del contesto in cui queste vite si svolgono.

INTERPRETI

Antonella Maccà

Paola Iseppi

Nicola Brugnolo

Lucia Bicego

Andrea Lazzari

Fabio Dalla Valle

Marco Marcheluzzo

Andrea Bulgarelli

Caratteristiche Tecniche:

Lingua: Italiano Produzione: Independente

Note e Curiosità: Il film gioca con il concetto di parzialità e distanza, utilizzando il linguaggio del cinema per esplorare temi di solitudine e interconnessione. La scelta di una durata contenuta consente di mantenere un ritmo incalzante, condottando lo spettatore attraverso la complessità delle vite delle protagoniste.

Questa scheda offre una panoramica del film "Come Due Parallele", evidenziando i suoi principali elementi e la visione dell'autore, Giorgio Viali.

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ELENCO OPERE:

"FINZIONI URBANE" - Regia e Sceneggiatura (2018) - Film

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"MISS ANTIGONE" - Regia e Sceneggiatura (2012) - Video Sperimentale

"SANCTA IMAGO" - Regia e Sceneggiatura (2011) - Mediometraggio

"CANTO DI UNA SINGLE" - Regia e Sceneggiatura (2010) - Mediometraggio

"SISTEMI COSMETICI" - Regia e Sceneggiatura (2009) - Mediometraggio

"BIBIONE FILM" - Regia e Sceneggiatura (2009) - Mediometraggio

"BASIC FILM" - Regia e Sceneggiatura (2008) - Mediometraggio

"BICROMATICA" - Regia e Sceneggiatura (2007) - Video E Ricerca Storica

"INSIDE CUTS" - Regia e Sceneggiatura (2006) - Video Frammenti

"INVOLONTARIA ANNUNCIAZIONE" - Regia e Sceneggiatura (2006) - Cortometraggio

"A SPOTLESS FOOTAGE" - Regia e Sceneggiatura (2006) - Cortometraggio

"BEPI BERTAGNOLI" - Regia e Sceneggiatura (2005) - Documentario

"ARRENDERSI AI SOGNI" - Regia e Sceneggiatura (2005) - Cortometraggio

"COME DUE PARALLELE" - Regia e Sceneggiatura (2004) - Mediometraggio

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